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La supplementazione con fibre può influenzare glucosio, insulina e lipidi

In letteratura è stato dimostrato che una maggiore assunzione di fibre risulta associata a una riduzione del rischio di malattie croniche. Gli autori di questo studio hanno valutato gli effetti della supplementazione con PGX (PolyGlycopleX; una formulazione con polisaccaride complesso, con insulina, glucosio e lipidi) in persone in sovrappeso e obese. Si è trattato di uno studio clinico randomizzato e in doppio cieco della durata di 12 mesi. I partecipanti allo studio sono stati assegnati  random a uno dei tre gruppi di trattamento, a quello di controllo (farina di riso), con PGX o con psyllium (PSY). Ai partecipanti è stato chiesto di continuare con il loro abituale stile di vita e di dieta, con la sola aggiunta di 5 g/die del trattamento loro assegnato, da assumersi prima dei pasti. L’analisi dei risultati ottenuti ha evidenziato che l’insulina, a 3 e 6 mesi, era significativamente più bassa fra i partecipanti ai gruppi con PGX e PSY rispetto al gruppo di controllo e, nel gruppo con PSY, sempre verso controllo, anche a 12 mesi. A 3 mesi i livelli di glucosio sierico sono risultati significativamente più bassi nel gruppo PGX (verso controllo). A 3 e 6 mesi il colesterolo totale era significativamente più basso nei gruppi con PGX e PSY (sempre verso controllo). A 12 mesi nel gruppo con PGX le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono risultate significativamente aumentate. A 3 e 6 mesi le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono risultate significativamente più basse nel gruppo con PGX; nel gruppo con PSY solo a 3 mesi (sempre verso controllo). Gli autori concludono osservando che l’integrazione della dieta con fibra può rappresentare una soluzione rilevante per la gestione del glucosio, dell’insulina e dei lipidi; questo in condizioni di dieta ordinaria. Il report completo è consultabile integralmente e gratuitamente via PubMed. Ricerca realizzata da associati a vari istituti, fra questi: Food, Nutrition and Health Program, University of British Columbia, Vancouver, Canada.

 

Pal S, Ho S, Gahler RJ, and Wood S. Effect on Insulin, Glucose and Lipids in Overweight/Obese Australian Adults of 12 Months Consumption of Two Different Fibre Supplements in a Randomised Trial. Nutrients. 2017Jan 29;9(2).

 

Nuova linea cosmetica bio e vegan

È una nuova gamma di 12 prodotti certificati eco bio (Cosmos) per la cura di viso, corpo e capelli distribuita da Fior di Loto e della quale mostriamo il Gel Doccia Iris Bio, 200 ml. Il nome della linea è TIAMA e risponde alle importanti esigenze di idratazione, protezione e nutrimento avendo alla base delle formulazioni l’estratto naturale di Iris pallida, coltivata in Toscana, dalla cui radice si estrae acqua aromatica dalle proprietà purificanti, tonificanti e protettive. Questi princìpi funzionali agiscono in sinergia con gli altri estratti naturali specifici e diversi per ogni prodotto. I prodotti, dalla texture leggera e dal profumo delicato, sono anche adatti ai vegan.

 

 

Canapa e altri attivi vegetali anticaduta

Sono le proprietà dell’olio di semi di canapa combinato sinergicamente con principi attivi vegetali, pantenolo e una combinazione sinergica di tre estratti vegetali (registrata come Baicapil) a caratterizzare la linea Haircare dr. Organic che Optima Naturals presenta per aiutare a contrastare la perdita dei capelli. Il complesso Baicapil contiene Scutelaria baicalensis (protegge dai danni ossidativi e attiva le cellule staminali), soia e germe di grano (incrementano proliferazione e attività delle cellule). Nella composizione, anche luppolo e ibisco. Il trattamento prevede 3 passaggi: lo shampoo riparatore anticaduta, il balsamo riparatore e la maschera ristrutturante, infine la Mousse Ristrutturante per Capelli e Cute che riattiva le cellule staminali del follicolo contrastando la caduta dei capelli e favorendone la ricrescita. Flacone da 150 ml.

Oli essenziali: istruzioni per l’uso

Sapete di cosa si parla quando si parla di oli essenziali? In un mercato che è in forte ascesa, ma è anche poco regolamentato, è necessario fare chiarezza. L’autore li definisce non solo in linea teorica, ma anche in pratica per essere sicuri di non acquistare prodotti diversi; spiega inoltre come si ottengono e cosa contengono, qual è la loro funzione nelle piante da cui sono estratti, perché e da quanto tempo l’uomo li utilizza. Il testo dà indicazioni su come riconoscere un prodotto di qualità e quali domande porre ai fornitori prima dell’acquisto. Il cuore del libro è sull’attività degli oli essenziali e sulle loro possibili applicazioni per via locale, per inalazione o per bocca. Grande attenzione è posta alle questioni della sicurezza d’uso. Completano il testo una bibliografia, una sitografia di approfondimento e alcune ricette semplici di utilizzo degli oli essenziali come ingredienti aromatizzanti.

Marco Valussi, laureato in Fitoterapia a Londra, si è diplomato in massaggio professionale e in aromaterapia. È ricercatore associato presso l’unità di Biostatistica, epidemiologia e salute pubblica dell’Università di Padova. Scrive di piante medicinali e fitoterapia su riviste professionali, è consulente per le aziende del settore erboristico e alimentare. È membro del comitato scientifico della rivista L’Erborista, referente italiano per EHTPA (European Herbal & Traditional Practitioners Association) e membro del comitato scientifico della SISTE (Società Italiana Scienze e Tecniche Erboristiche).

La cannella, un rimedio utile nella sindrome metabolica

 

Un recente studio ha riscontrato l’utilità della cannella (Cinnamomum spp., Lauraceae) nella sindrome metabolica, fattore di rischio che predispone a problemi e patologie importanti. La sindrome metabolica è caratterizzata dalla presenza di almeno tre dei seguenti sintomi: obesità addominale, dislipidemia, iperglicemia e ipertensione. È importante trattarla adeguatamente per prevenire lo sviluppo di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari. I trattamenti di prima linea includono la dieta e l’esercizio fisico. Studi clinici indicano che la cannella può migliorare alcuni parametri correlati con la sindrome metabolica quali sensibilità all’insulina e livelli sierici di glucosio a digiuno (FBG), glicemia postprandiale, emoglobina glicata (HbA1c), colesterolo e antiossidanti del sangue, così come pressione sanguigna sistolica e percentuale di grasso corporeo. Uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo condotto in India ha valutato gli effetti della supplementazione di cannella in individui con sindrome metabolica. Vi hanno partecipato 116 persone (età media 44.8 anni) con diagnosi recente di sindrome metabolica non trattata per questo problema; sono stati esclusi i soggetti con ipertensione non controllata, ipertrigliceridemia severa, patologie tiroidee e malattie debilitanti gravi. I partecipanti allo studio sono stati assegnati con criterio casuale ad assumere 3 g/die di cannella (6 capsule) oppure 2.5 g/die di un placebo per 16 settimane; per tutta la durata dello studio hanno mantenuto la propria dieta e le consuete attività di esercizio fisico. All’inizio e alla fine dello studio sono stati valutati la composizione corporea, la pressione sanguigna e diversi parametri metabolici ed è stata rilevata una riduzione significativa nei valori di glicemia a digiuno (p = 0,001], emoglobina glicata (mmol / mol) [2,6 = 0,023], circonferenza vita (p = 0,002] e indice di massa corporea (p = 0,001] nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo placebo. Sono migliorati in misura importante anche altri parametri come il rapporto vita/fianchi, la pressione sanguigna, i valori di colesterolo e i trigliceridi sierici. La prevalenza della sindrome metabolica è stata dunque ridotta in maniera significativa nel gruppo di intervento (34,5%) rispetto al gruppo placebo (5,2%). Questi risultati hanno portato gli autori a concludere che l’ integrazione di 3 g. di cannella al giorno per 16 settimane ha determinato dei miglioramenti significativi in tutti i parametri della sindrome metabolica nel campione preso in esame. Fra i limiti di questa ricerca il campione relativamente piccolo e la mancata descrizione delle specie di cannella utilizzate.

Fonte: Gupta Jain S, Puri S, Misra A, Gulati S, Mani K. Effect of oral cinnamon intervention on metabolic profile and body composition of Asian Indians with metabolic syndrome: a randomized double-blind control trial. Lipids Health Dis. 2017;16:113. doi: 10.1186/s12944-017-0504-8.

 

 

Equiseto, quella strana pianta così importante

L’equiseto (Equisetum spp.) appartiene all’ordine delle Equisetales, diffuso sulla terra già a partire dal Devoniano. Dal punto di vista filogenetico sono piante assai primitive, prive di organi sessuali distinti, che si propagano e si riproducono per mezzo di spore.

In fitoterapia si usano i fusti sterili, quelli che compaiono a maggio, con i caratteristici rametti, disposti in verticilli; la droga, costituita da detti fusti, contiene in particolare flavonoidi, tannini, saponine, silice solubile e insolubile e altri minerali (potassio, calcio, magnesio, zinco…), vitamine, tracce di alcaloidi.

Questa pianta veniva utilizzata fin dall’antichità per la sua azione diuretica ed emostatica ed è rimasta nell’uso della medicina popolare fino agli anni ’30 del secolo scorso, quando un rinnovato interesse per l’utilizzo delle piante officinali, determinato dall’economia autarchica, spinse il dottor C. Gibelli a studiare approfonditamente le proprietà dell’equiseto.

Fu proprio grazie a questi studi che vennero alla luce le straordinarie proprietà di questa pianta che non è solo un potente diuretico, emostatico e remineralizzante, ma svolge anche un’attività emopoietica utile nei casi di anemia secondaria.

L’attività diuretica di questa droga è puramente idrica, non altera cioè la concentrazione degli elettroliti, perciò, secondo le schede della Commissione E, l’equiseto viene consigliato negli edemi post-traumatici, nella diuresi forzata in caso di affezioni sia batteriche sia infiammatorie delle vie urinarie escretrici.

Secondo il dottor Fabio Firenzuoli, l’equiseto si utilizza, sotto forma di estratti standardizzati in silicio, sostanzialmente per le sue proprietà remineralizzanti per il tessuto osseo poiché:

  • favorisce l’accrescimento osseo,
  • favorisce la crescita e il mantenimento della dentizione,
  • favorisce la crescita di unghie e capelli.
  • aiuta nella prevenzione dell’osteoporosi.

A titolo di curiosità, l’equiseto, per la durezza dei suoi tessuti impregnati di silicio, fu utilizzato sia per levigare il legno sia per pulire e levigare il metallo.

 

Fonte:

Firenzuoli F. Interazioni tra Erbe, Alimenti e Farmaci ed. Tecniche Nuove pagg. 360

Campanini E. Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali ed. Tecniche Nuove pagg. 952

 

 

 

 

Crema corpo eco bio e vegan

Crema fluida di rapido assorbimento, la Crema Corpo Lenitiva & Rinfrescante appartiene alla linea Ecobio Natura di Mil Mil 76 certificata da NATRUE. La crema idrata e nutre la pelle di tutto il corpo anche grazie alla presenza di olio di argan, dalle proprietà emollienti ed elasticizzanti, e dal succo di aloe vera, idratante e nutritivo. Oltre a questi due ingredienti, la composizione contiene anche altri componenti naturali (oli, glicerina, zuccheri idratanti, vitamina E). La delicata profumazione è data da oli essenziali naturali. Testata microbiologicamente, dermatologicamente e al nichel, è un prodotto vegan. In tubo da 200 ml.

 

Dieta mediterranea e classi socioeconomiche, i risultati dello studio Moli-sani

La dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ma solo se a seguirla sono i gruppi economicamente più forti. È il risultato di una ricerca condotta dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Neuromed su oltre 18.000 persone adulte nell’ambito dello studio Moli-sani e pubblicata sulla rivista International Journal of Epidemiology. Tale studio mostra infatti che i benefici di questo modello alimentare tipico della nostra tradizione sono fortemente condizionati dalla posizione socioeconomica delle persone, e cioè che a parità di adesione alla dieta mediterranea la riduzione del rischio di patologie cardiovascolari si concretizza solo nelle persone che hanno un alto livello di istruzione e un reddito familiare consistente. Non sono stati riscontrati benefici significativi nelle classi sociali più deboli. La novità di questo studio – hanno detto i ricercatori – è di aver documentato per la prima volta che il livello di istruzione e il reddito sono in grado di modificare in modo netto i vantaggi potenziali della dieta mediterranea sulla salute cardiovascolare. Ad esempio, a parità di consumo dei prodotti tipici della dieta mediterranea, l’alimentazione delle persone con alto reddito e un livello di istruzione maggiore, risultava più ricca di antiossidanti e di polifenoli, oltre ad avere una maggiore diversità nel consumo di frutta e verdura. Sono state inoltre riscontrate delle differenze socioeconomiche anche per il consumo di prodotti integrali e i metodi di cottura degli alimenti. Sembrerebbe dunque che sia la diversa qualità dei prodotti della dieta mediterranea utilizzati a fare la differenza e non solo la loro quantità o frequenza di consumo. “I risultati di questo studio devono far riflettere sullo scenario socio-economico  della salute –  è il commento di Giovanni de Gaetano, direttore del Dipartimento dove è stata realizzata la ricerca – Le disparità socioeconomiche sono in aumento e si manifestano anche a tavola. Non solo le persone tendono a seguire sempre meno la dieta mediterranea, ma le fasce economicamente più deboli consumano prodotti teoricamente ottimali ma di fatto con minori qualità salutistiche”. 

Fonte: Marialaura Bonaccio, Augusto Di Castelnuovo, George Pounis et al. High adherence to the Mediterranean diet is associated with cardiovascular protection in higher but not in lower socioeconomic groups: prospective findings from the Moli-sani study. International Journal of Epidemiology. Published online ahead of print: doi.org/10.1093/ije/dyx145

 

 

Il magnesio aiuta a ridurre la pressione del sangue

Le persone con insulino-resistenza, prediabete e altre patologie croniche non infettive, tutte a rischio di ipertensione, potrebbero trarre beneficio dall’integrazione di magnesio. Lo afferma una recentissima metanalisi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition. I dati di 11 studi randomizzati e controllati (RCT) per un totale di 543 persone hanno indicato, infatti, che l’integrazione di magnesio può ridurre in modo significativo sia la pressione sistolica sia quella diastolica in questa tipologia di soggetti. L’assunzione di questo minerale è stata associata a riduzioni medie della pressione sanguigna sistolica e diastolica rispettivamente di 4,18 mmHg e 2,27 mmHg. Gli studi inclusi nella metanalisi avevano una durata tra 1 e 6 mesi e utilizzavano dosi giornaliere di magnesio 365 a 450 mg. Tali risultati si aggiungono a un corpus notevole di ricerche che sostiene i potenziali benefici per la salute di questo minerale. Secondo il National Institute of Health statunitense il magnesio è necessario in oltre 300 reazioni biochimiche nel corpo, aiuta a mantenere la normale funzionalità muscolare e nervosa, a mantenere costante il ritmo cardiaco, a sostenere il sistema immunitario e a mantenere le ossa forti. Il magnesio è necessario anche per la gestione della glicemia e di una corretta pressione sanguigna. Gli autori della metanalisi sostengono che l’entità della riduzione della pressione sanguigna osservata con l’integrazione di magnesio ha una grande rilevanza clinica, se si considera che i dati provenienti da altri studi hanno indicato che una riduzione della pressione sanguigna di 2-3 mmHg potrebbe fare una differenza del 6-12% nella percentuale di eventi cardiovascolari come lo stroke. Commentando il potenziale meccanismo di azione, gli autori notano che il magnesio può esercitare i suoi benefici attraverso gli effetti sul tono vascolare e migliorare la funzione dell’endotelio (l’epitelio che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni), che ridurrebbe direttamente la pressione sanguigna. È stato anche riferito che il magnesio può avere effetti sinergici con i farmaci antipertensivi.  Tuttavia, “a causa dell’eterogeneità degli studi inclusi nella metanalisi, sono necessari nuovi studi clinici con un buon disegno sperimentale per fornire evidenze più solide del beneficio della supplementazione di magnesio sulla pressione sanguigna ed eventualmente sui risultati clinici in soggetti con insulino-resistenza, prediabete o malattie croniche non trasmissibili”, hanno concluso gli autori.

Fonte: D.T. Dibaba et al. The effect of magnesium supplementation on blood pressure in individuals with insulin resistance, prediabetes, or noncommunicable chronic diseases: a meta-analysis of randomized controlled trials. American Journal of Clinical Nutrition. Published online ahead of print, doi: 10.3945/ajcn.117.155291

 

 

Trattamento corpo per la cute di settembre

A settembre la cute ha più bisogno di cure e idratazione per favorire un’esfoliazione dolce e graduale. Oficine Clèman ha creato una linea di bellezza, Femme en Rose, prodotta con preziose fragranze d’alta gamma e con formulazioni estremamente naturali. Della linea segnaliamo l’Emulsione Sensoriale Nutriente Corpo, un prodotto ideale per idratare e nutrire la cute di fine estate, con una texture ricca e corposa che dà alla pelle nutrimento e benessere. Contiene le rose damascena, canina e centifolia che idratano e profumano; l’estratto di litchi e il burro di karité, protettivi e antitempo.