Nel panorama della neurofarmacologia naturale, l’interesse per i cosiddetti “nootropi” ha alimentato una ricerca costante di sostanze in grado di potenziare le prestazioni cognitive in individui sani.
Una recente revisione sistematica con network meta-analisi ha indagato la reale efficacia di due tra le piante medicinali più studiate: Bacopa monnieri (nota anche come Brahmi) e Ginkgo biloba.
Questo studio rappresenta un punto di svolta metodologico, poiché, in assenza di trial clinici diretti che confrontino le due piante, utilizza tecniche statistiche avanzate per generare confronti indiretti e stabilire una gerarchia di efficacia basata sui dosaggi.
L’analisi ha preso in esame un totale di 29 studi controllati randomizzati (RCT), coinvolgendo un campione complessivo di 2107 partecipanti adulti sani con un profilo cognitivo normale. La durata degli interventi analizzati è risultata estremamente variabile, spaziando da somministrazioni acute di un singolo giorno fino a trattamenti cronici di 112 giorni, circa 16 settimane. Per quanto riguarda i prodotti utilizzati, i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su estratti standardizzati: per B. monnieri i dosaggi di riferimento si basavano sulla concentrazione di bacosidi totali (variabili dal 5% a oltre il 55%), mentre per G. biloba gli estratti erano standardizzati in flavonoidi (10,7–27%) e terpenoidi (5–7%).
La dose che fa la differenza
Il protocollo di ricerca ha classificato gli interventi in base al dosaggio giornaliero: per B. monnieri è stata definita “alta dose” una somministrazione pari o superiore a 600 mg/die e “bassa dose” un range tra 300 mg e meno di 600 mg/die. Per G. biloba, l’alta dose è stata fissata a ≥240 mg/die, mentre la bassa dose comprendeva l’intervallo tra 60 e meno di 240 mg/die. I risultati emersi dalla meta-analisi sono statisticamente rilevanti e delineano una superiorità netta di B. monnieri ad alte dosi nel miglioramento della memoria di lavoro e della memoria a breve termine.
In particolare, la posologia più elevata di B. monnieri (≥600 mg) ha mostrato un miglioramento significativo rispetto a quella minore, a entrambe le dosi di G. biloba e rispetto al placebo.
Dal punto di vista biologico, tale efficacia è attribuibile alla capacità dei bacosidi di modulare il sistema colinergico, aumentando la sintesi di acetilcolina e inibendo l’enzima acetilcolinesterasi, oltre a promuovere la plasticità sinaptica e la crescita dendritica.
Per quanto concerne la memoria ritardata, i dati indicano che B. monnieri a basse dosi è superiore sia a G. biloba a basse dosi sia al placebo, sebbene manchino studi specifici sull’effetto dell’alto dosaggio per questo particolare dominio.
Al contrario, i risultati per G. biloba in popolazioni sane sono apparsi meno consistenti, non mostrando miglioramenti significativi rispetto al placebo nella maggior parte delle funzioni cognitive esaminate. Infine, non sono state riscontrate differenze statisticamente rilevanti tra le varie sostanze in ambiti quali l’attenzione sostenuta, l’attenzione selettiva o la velocità di elaborazione delle informazioni.
Sebbene entrambi i prodotti vegetali siano risultati generalmente sicuri e ben tollerati, B. monnieri emerge come il candidato più promettente per il supporto cognitivo nell’adulto sano, pur con la cautela necessaria data la moderata qualità metodologica di alcuni studi inclusi.


