Il diabete mellito è un disturbo metabolico cronico caratterizzato da iperglicemia persistente dovuta alla compromissione della secrezione e/o dell’azione di insulina; spesso può causare complicazioni debilitanti, tra cui neuropatia diabetica, retinopatia, nefropatia e cardiomiopatia. Le attuali strategie terapeutiche, tra cui l’assunzione di insulina e l’uso di ipoglicemici orali, spesso non riescono a prevenire o ridurre la progressione delle complicanze microvascolari e neurodegenerative, giustificando così un intervento alternativo e multi-mirato.
Bacopa monnieri (BM), una pianta medicinale con un lungo utilizzo in Ayurveda, ha dimostrato interessanti effetti antiossidanti, antinfiammatori e neuroprotettivi nei modelli preclinici. Una recente revisione della letteratura ha indagato sull’attività di BM in relazione alle complicanze del diabete.
BM possiede un ricco ricco corredo di composti bioattivi, tra cui spiccano le saponine triterpenoidi note come bacosidi, oltre a flavonoidi quali luteolina e apigenina. Questi costituenti esercitano un’elevata azione antiossidante, potenziando l’attività di enzimi endogeni fondamentali come superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi.
Questa protezione è cruciale per salvaguardare le cellule pancreatiche e i neuroni dallo stress ossidativo indotto dall’iperglicemia cronica. Parallelamente, BM manifesta proprietà antinfiammatorie attraverso l’inibizione di citochine pro-infiammatorie, come TNF-α e interleuchina-6, e la modulazione della via di segnalazione del fattore NF-κB, riducendo così l’infiammazione sistemica e tissutale.
Azione combinata su numerosi bersagli
Nell’ambito della neuropatia diabetica, BM ha dimostrato di poter supportare la rigenerazione nervosa promuovendo la proliferazione delle cellule di Schwann, essenziali per la formazione della guaina mielinica. Studi condotti su modelli sperimentali indicano che la somministrazione di BM e del suo isolato, la bacosina, può ridurre significativamente il dolore neuropatico e migliorare la velocità di conduzione del nervo motorio.
Per quanto riguarda la retinopatia diabetica, BM agisce stabilizzando la barriera emato-retinica e inibendo l’enzima aldoso reduttasi, la cui attivazione eccessiva porta all’accumulo di sorbitolo, causando stress osmotico e danni vascolari ai tessuti oculari.
La protezione si estende in modo significativo anche ai reni. Nella gestione della nefropatia diabetica, BM ha evidenziato la capacità di ridurre i livelli di creatinina e azoto ureico nel sangue, inibendo al contempo i processi fibrotici e l’accumulo di prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs). In modelli preclinici di diabete indotto, la somministrazione di estratti di BM a dosaggi di 100, 200 e 400 mg/kg per un periodo di 45 giorni ha portato a un netto miglioramento dei biomarcatori renali e del profilo lipidico. Anche lo stigmasterolo, un isolato della pianta, somministrato a dosi di 5-10 mg/kg, ha confermato effetti renoprotettivi analoghi.
Infine, BM offre benefici rilevanti per la salute cardiovascolare, contribuendo a regolarizzare la pressione arteriosa e a migliorare il profilo lipidico attraverso la riduzione del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Ricerche su modelli di ischemia-riperfusione hanno impiegato estratti etanolici a concentrazioni comprese tra 30 e 100 μg/mL, osservando un potenziamento della funzione miocardica e una riduzione dell’area di infarto.
In conclusione, sebbene siano necessari ulteriori studi clinici sull’uomo per standardizzare i dosaggi e migliorare la biodisponibilità, BM si profila come un adiuvante fitoterapico multi-target di grande potenziale per mitigare le complicanze del diabete.


