La nigella o cumino nero (Nigella sativa) è una pianta che viene utilizzata fin dall’antichità, quando non era ancora stato sviluppato l’approccio scientifico sull’uso delle piante medicinali. Nell’Asia meridionale i semi di cumino nero sono noti come “Kalonji”, mentre nel Medio Oriente il nome più comune è “habbat us sauda”.

Il cumino nero viene ampiamente utilizzato nei sistemi di medicina tradizionale per un’ampia gamma di disturbi che includono l’asma, la febbre, la tosse, la congestione toracica, la cefalea cronica e alcune forme infiammatorie.

Negli ultimi decenni la pianta è stata sottoposta al vaglio della ricerca scientifica in un processo che ha portato alla pubblicazione di numerose ricerche fitochimiche e biologiche.

Gli studi farmacologici condotti su Nigella sativa ne hanno confermato l’attività antidiabetica, antitussiva, antiossidante, epato e neuro-protettiva, immunomodulante, analgesica, antimicrobica, antinfiammatoria, spasmolitica e broncodilatatrice.

Con questa recente revisione narrativa gli autori ne esaminano la composizione chimica e l’attività, riferendo nei dettagli le ricerche condotte al riguardo. Lo studio, disponibile in open access, è supportato da un’amplissima bibliografia.

 

Faruque Ahmad, Fakhruddin Ali Ahmad. An updated knowledge of Black seed (Nigella sativa Linn.): Review of phytochemical constituents and pharmacological properties. Journal of Herbal Medicine. Volume 25, February 2021, 100404

 

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