Ilex paraguariensis, più noto come yerba mate, è un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Aquifoliacee, genere Ilex che comprende circa 400 specie di alberi e arbusti, diffusi in tutto il mondo, con prevalenza nelle aree a clima caldo-temperato o tropicale.
Originario dell’America meridionale, in particolare di Brasile, Argentina, Perù e Paraguay, oggi è diffuso anche nel continente europeo. Le sue foglie vengono utilizzate per preparare la bevanda nota come mate o chimarrão, tradizionalmente utilizzata delle popolazioni indigene di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le conoscenze tradizionali circa la produzione, la lavorazione e il consumo di yerba mate sono state trasmesse di generazione in generazione sin dall’epoca precoloniale.
I princìpi attivi, contenuti principalmente nelle foglie fresche ed essiccate, includono polifenoli, xantine, saponine, tannini, olio essenziale e derivati dell’acido caffeico, che hanno dimostrato effetti antimicrobici, antiossidanti, antidiabetici, cardioprotettivi e metabolici in varie indagini pre-cliniche.
La ricerca clinica si è concentrata sulle applicazioni di Ilex paraguariensis nei disturbi metabolici, inclusa la gestione del peso, la sindrome metabolica e il diabete, ma anche le prestazioni fisiche e i benefici sul sistema cardiovascolare.
Diversi studi, con risultati eterogenei, hanno esaminato la sicurezza della yerba mate. Uno studio trasversale su 5.304 donne in gravidanza, di cui il 68% ha consumato abitualmente yerba mate, non ha mostrato nessuna associazione con parto prematuro, crescita intrauterina o durata della gravidanza. In alcuni studi epidemiologici il consumo eccessivo di yerba mate caldo è stato associato a un aumentato rischio di cancro dell’esofago, mentre un altro studio ha osservato che il rischio di tumore al seno è inversamente associato al consumo di yerba mate.
A causa dell’apporto di caffeina, il mate può aumentare l’effetto dell’efedrina e delle anfetamine; il consumo di questa bevanda potrebbe interferire con alcuni farmaci, come il litio e alcuni antibiotici.  

Fonte: HerbaEGram, American Botanical Council, March 2021.

 

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