Microbiota intestinale e piante medicinali

Molte piante medicinali sono state utilizzate tradizionalmente per i disturbi gastrointestinali. Secondo le monografie dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) nell’Unione Europea sono raccomandate 44 piante medicinali per il trattamento di questi disturbi in base all’uso tradizionale. Le principali indicazioni sono disturbi gastrointestinali funzionali e cronici.

La possibile interazione con il microbiota intestinale umano non è stata ancora esaminata, sebbene sia abbastanza probabile. I microbioti intestinali, come è noto, svolgono funzioni importanti per metabolismo, fisiologia e omeostasi dell’ospite e le alterazioni nella loro composizione vengono correlate a diversi disturbi.

Questa recente revisione della letteratura ha esaminato gli studi sulle interazioni di queste piante con il microbioma intestinale, evidenziando che soltanto una piccola parte delle 44 piante medicinali presenti nelle monografie dell’EMA per i disturbi gastroenterici è stata studiata circa le potenziali interazioni con il microbiota intestinale.

Le prove più solide sono disponibili per l’uso dell’inulina e della radice di cicoria come prebiotici e per i semi di lino, che sono fermentati dal microbiota intestinale ad acidi grassi a catena corta con effetti prebiotici e contengono inoltre altre classi di composti come lignani e acidi grassi polinsaturi, che hanno anche dimostrato di interagire con i microbioti intestinali. Anche le droghe ricche in tannini e antociani interagiscono intensamente con il microbiota intestinale.

La metabolizzazione microbica intestinale è stata dimostrata anche per alcuni costituenti della liquirizia, anche se i loro potenziali effetti sul microbiota intestinale devono ancora essere studiati in dettaglio.

Pochi studi hanno indagato le interazioni delle droghe contenenti olio essenziale e secoiridoidi con il microbiota intestinale umano; tuttavia altri costituenti presenti in alcune di queste droghe – quali la curcumina (curcuma), lo shogaol (zenzero) e l’acido rosmarinico – hanno dimostrato di essere metabolizzati dal microbiota intestinale umano e dati preliminari indicano anche potenziali effetti di modulazione del microbioma intestinale.

In conclusione, scrivono i ricercatori, poiché l’interazione con il microbiota intestinale non è ancora stata studiata a fondo per molti preparati a base di erbe tradizionali si aprono grandi opportunità di ricerca futura.

Fonte: Thumann TA, et al. The role of gut microbiota for the activity of medicinal plants traditionally used in the European Union for gastrointestinal disorders. J Ethnopharmacol Volume 245, 5 December 2019.

https://doi.org/10.1016/j.jep.2019.112153

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