Schisandra, la bacca dei cinque sapori

 

La Schisandra (Schisandra chinensis) è una liana originaria delle zone fredde della Manciuria e produce bacche di color rosso vivo che maturano a fine estate.

La pianta ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di tosse, malattie del fegato, disturbi gastrici, ma anche come adattogeno e come tonico per migliorare la vitalità. È inoltre utilizzata in varie formulazioni per contrastare l’affaticamento e migliorare il sonno. Il suo nome cinese, wu wei zi, significa bacca ai cinque sapori, per rispecchiare i cinque sapori della medicina tradizionale cinese: acido, amaro, dolce, piccante e salato.

Studi in vitro hanno osservato che la schisandra ha un’azione antinfiammatoria, antitumorale e cardioprotettiva. Studi su animali suggeriscono anche un’attività cardioprotettiva ed epatoprotettiva. In studi preclinici la Schisandra ha mostrato un’azione positiva sul metabolismo e sulla funzione cognitiva, esibendo anche attività antimicrobiche, antiossidanti, neuroprotettive e ipoglicemizzanti.

Per contro sono stati eseguiti pochissimi studi sull’uomo. Tra questi, alcuni studi clinici con un campione ridotto hanno riportato miglioramenti in caso di problemi epatici quali steatosi epatica o epatite C se usati in associazione con altre sostanze. In un trial che ha riguardato pazienti sottoposti a trapianto di fegato, la schisandra ha ridotto gli effetti collaterali associati al tacrolimus (un farmaco antirigetto) e ha migliorato la funzionalità epatica.  In piccoli studi su donne la pianta ha alleviato i sintomi della menopausa.

Diverse attività della schisandra (epatoprotettiva, antiproliferativa ed estrogenica) sono state correlate alla presenza di lignani.

Nei limitati studi clinici pubblicati non sono stati riportati effetti avversi di rilievo, ad eccezione di una leggera sonnolenza ed estremità fredde osservate in un piccolo studio. Vista la mancanza di dati, si sconsiglia l’utilizzo in gravidanza, durante l’allattamento e la prima infanzia.

Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare l’efficacia di questa pianta e individuare le possibili interazioni o effetti collaterali ad essa associati.

 

Fonte: Herbs, Memorial Sloan Kettering Cancer Center

 

 

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