Indagine etnobotanica nelle Marche

grotte di Frasassi

 

 

 

 

 

 

 

È stata pubblicata di recente sulla rivista internazionale Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine un’indagine sugli usi tradizionali delle piante nel distretto di Ancona, nelle Marche.

Le informazioni pubblicate derivano da indagini etnobotaniche condotte con un questionario aperto tra la popolazione rurale in tre aree del distretto che rappresentano il patrimonio socio-economico e ambientale dell’intera area: l’area del Monte Conero sulla costa adriatica; il comune di Osimo, nell’area collinare interna e la zona della “Gola della Rossa-Frasassi”, sull’Appennino.
In totale hanno risposto 120 persone che hanno citato 195 specie botaniche. I dati riguardano piante medicinali (122 specie), alimentari (119), utilizzate in ambito veterinario (53), di tipo magico/religioso (61), piante utilizzate come cosmetici (30), ad uso domestico (27), tintorie (17), ricreative (17), repellenti degli insetti (15) ecc.

Le piante più utilizzate

La specie con il maggior numero di categorie di utilizzo è risultata il sambuco (Sambucus nigra L.), seguita da camomilla (Matricharia chamomilla L.), salvia (Salvia officinalis L.), ortica (Urtica dioica L.), papavero comune o rosolaccio (Papaver roheas L.) e dalla rosa canina (Rosa canina L.).

Del sambuco, ad esempio, si riportano gli utilizzi a scopo curativo come infuso dei fiori per trattare la tosse e decotto delle foglie per favorire la guarigione degli ascessi; alimentare, sotto forma di fiori fritti in pastella; del basilico si riferisce l’impiego curativo dell’infuso di foglie e fiori come sedativo, galattogogo, battericida e antinfiammatorio. Tra gli utilizzi nuovi senza un riscontro in letteratura quello di tenere in tasca le parti aeree dell’achillea (Achillea collina Becker ex Rchb.f.) come protezione contro le emorroidi.

Per ciascuno degli utilizzi riportati dallo studio etnobotanico, sono stati effettuati dei confronti con la letteratura nazionale e regionale. Gli utilizzi di alcune specie botaniche sono risultati noti in tutte e tre le aree; altri sono invece settoriali e altri ancora nuovi per la regione Marche.

Questa indagine ha contribuito – scrivono gli autori – a migliorare la conoscenza degli utilizzi locali e tradizionali delle piante nelle Marche in ambito medicinale e alimentari e ad esplorare gli aspetti etnobotanici nel loro insieme, nella prospettiva di una loro conservazione futura.

 

Fonte: Lara Lucchetti, Silvia Zitti and Fabio Taffetani Ethnobotanical uses in the Ancona district (Marche region, Central Italy). Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine 2019; 15:9.

 

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