Estratto di semi di zucca e ipertrofia prostatica

semi di zucca

 

 

 

 

 

 

 

La supplementazione con un estratto di semi di zucca potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB), secondo un nuovo studio condotto presso l’Istituto di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Graz, in Austria.

L’estratto di semi di zucca testato è privo di olio per ottenere una maggiore stabilità, purezza e solubilità e per eliminare ogni rancidità; contiene, scrivono gli autori, una miscela unica di cucurbitina e composti polifenolici.

Lo studio

Lo studio aperto monocentrico ha riguardato 60 uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna sintomatica, moderata o grave, e ha rilevato che l’integrazione giornaliera di 500 mg di un estratto di semi di zucca ha ridotto in modo statisticamente significativo tutti i sintomi correlati al disturbo dopo quattro settimane di assunzione.

Pubblicati sul Journal of Medicinal Food, i risultati hanno mostrato che il 35,7% del campione ha riportato un miglioramento dei sintomi da “moderato” o “grave” a “lieve” ed erano significativamente ridotti anche la nicturia, ossia la necessità di urinare spesso di notte, e il volume residuo post-minzionale di urina. Nella maggior parte dei casi di uomini che presentano sintomi da lievi a moderati, l’IPB non viene trattata attivamente, ma monitorata tramite controlli annuali e proprio in questa fase l’uso di fitoterapici, come l’estratto di semi di zucca, può essere opportuno per supportare la funzione della vescica, secondo i ricercatori.

Cos’è l’ipertrofia?

L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione correlata all’età in cui si determina un ingrossamento della ghiandola prostatica e colpisce la metà degli uomini tra 51 e 60 anni e fino al 90% degli uomini di età superiore agli 80 anni, secondo la Urology Care Foundation.

 

Fonte: Leibbrand. M., et al​. Effects of an Oil-Free Hydroethanolic Pumpkin Seed Extract on Symptom Frequency and Severity in Men with Benign Prostatic Hyperplasia: A Pilot Study in Humans”. Journal of Medicinal Food. doi: 10.1089/jmf.2018.0106

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