Presente in molte aree del pianeta, tra cui Europa, Asia e Stati Uniti, l’iperico (Hypericum perforatum L.), o erba di San Giovanni, è una pianta perenne cespugliosa con caratteristici fiori gialli a cinque petali e foglie ovali di colore giallo-verde.

L’iperico cresce spontaneamente nei boschi, sui bordi delle strade e nei prati. Dai fiori si ricava un olio il cui colore rosso intenso è conferito dall’ipericina, uno dei princìpi attivi insieme all’iperforina. La pianta contiene anche flavonoidi e tannini.

Si ipotizza che il nome di ‘erba di San Giovanni’ sia correlato al fatto che i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme la utilizzassero per trattare le ferite sui campi di battaglia durante le Crociate; altri suggeriscono invece che derivi da San Giovanni Battista, trattandosi di una pianta che tradizionalmente veniva raccolta il 24 giugno, ossia il giorno di San Giovanni.

L’olio di iperico è utilizzato dall’antichità secondo la teoria delle Segnature per curare le ferite e come antinfiammatorio topico, ma oggi è la pianta conosciuta soprattutto per le sue proprietà antidepressive, tanto che è spesso indicata come ‘l’erba del sole’.

Popolare nell’antica Grecia e a Roma come rimedio curativo di ferite, piaghe, ustioni, contusioni e per i dolori di origine nervosa, si credeva anche che potesse allontanare gli spiriti maligni tanto che con l’iperico si preparavano delle corone per tenere lontano il diavolo.

Negli ultimi anni decine di studi scientifici hanno dimostrato che questa pianta può alleviare i disturbi dell’umore e in particolare le forme depressive, senza indurre gli effetti collaterali che caratterizzano diversi antidepressivi di sintesi. Tra questi, uno studio ha messo a confronto l’erba di San Giovanni con la terapia della luce nel trattamento del disturbo affettivo stagionale (SAD), una forma depressiva che si pensa sia causata dalla mancanza di luce solare e si manifesta nei Paesi nordici nei mesi più freddi, concludendo che l’erba di San Giovanni ha la stessa efficacia.

L’iperico è efficacemente utilizzato anche nelle alterazioni dell’umore durante la menopausa.

 

Fonte: British Herbal Medicine Association.

 

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