L’abuso di oppiacei, un’epidemia globale

 

 

 

 

 

 

Tra il 2011 e il 2016 in 25 paesi dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) le morti correlate agli oppiacei sono aumentate di oltre il 20%. Lo rivela un recente report secondo cui “la prescrizione eccessiva di antidolorifici da parte dei medici ha contribuito a un crescente uso problematico di oppiacei in diverse parti del mondo con un’ondata di morti da overdose negli Stati Uniti, Canada, Svezia, Norvegia, Irlanda e in Inghilterra che indicano una crescente crisi sanitaria e sociale alimentata dal traffico di droghe illecite”.

In Canada i decessi correlati agli oppiacei tra gennaio 2016 e settembre 2018 sono stati più di 10.000, mentre negli Stati Uniti, il paese più colpito, sono morte per overdose da questi farmaci 399.230 persone tra il 1999 e il 2017. In Italia, i decessi correlati all’abuso di oppiacei risultano invece in calo, essendo passati da 4 ogni milione di abitanti nel 2011 a 1 nel 2016.

Secondo i ricercatori che hanno stilato il rapporto, “l’epidemia di oppiacei ha colpito più duramente i soggetti più vulnerabili. I governi devono intraprendere azioni decisive per fermare questo fenomeno e affrontare i costi sociali, emotivi ed economici della dipendenza offrendo migliori trattamenti e soluzioni di politica sanitaria. La politica più efficace rimane la prevenzione”.

In Europa la maggior parte dei decessi riguarda il genere maschile (3 morti su 4). Negli Stati Uniti, tuttavia, l’uso di oppiacei è aumentato tra le donne incinte, in particolare tra quelle a basso reddito. Anche avere un disturbo di salute mentale è stato associato a un uso maggiore di oppiacei da prescrizione negli Stati Uniti.

Uno dei fattori principali che determina questo fenomeno è un aumento della prescrizione e della sovra-prescrizione degli oppiacei per il controllo del dolore. Per questo, precisa il report, “i governi dovrebbero rivedere le normative del settore e fare in modo che proteggano le persone da questi danni poiché, dalla fine degli anni ’90, l’industria ha costantemente minimizzato l’effetto problematico degli oppiacei”.

 

 

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