Il ginseng indiano

withania

 

 

 

 

 

 

Arbusto prevalente nelle regioni aride dell’Asia meridionale e centrale e in Africa, l’ashwagandha (Withania somnifera), nota anche come ‘ginseng indiano’, è una delle piante più diffuse e utilizzate nella medicina ayurvedica.

Preparazioni ricavate da bacche, foglie e radici vengono utilizzate per alleviare stress, affaticamento e dolore, per alcune affezioni della cute, ma anche per diabete, problemi gastrointestinali, disfunzioni sessuali maschili ed epilessia.

Studi condotti in vitro e su modelli animali indicano che l’ashwagandha esplica effetti neuroprotettivi, antinfiammatori e immunomodulanti. Ha inoltre migliorato, come osservato in alcune ricerche, problemi quali l’iperglicemia, l’iperinsulinemia e la sensibilità all’insulina associata al diabete di tipo 2 e ridotto l’accumulo di placche di beta amiloide in topi con malattia di Alzheimer.

Negli studi condotti sull’uomo, gli estratti di ashwagandha si sono dimostrati utili per il trattamento dell’ansia e per migliorare la funzione cognitiva in soggetti con disturbo bipolare.
I withanolidi, composti isolati dalle foglie della pianta, hanno ridotto la crescita delle cellule dei tumori di mammella, colon e polmone. In un piccolo studio non randomizzato su pazienti con cancro al seno, l’ashwagandha ha alleviato l’astenia (fatigue) correlata alla chemioterapia migliorando così la qualità della vita dei malati. Sono tuttavia necessari studi più ampi per confermare gli effetti promettenti del ‘ginseng indiano’.

 

Fonte: Herbs, Memorial Sloan Kettering Cancer Center New York.

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