Uno studio clinico recente ha indagato l’efficacia dell’aromaterapia come intervento per migliorare il benessere psicologico degli operatori sanitari, una categoria particolarmente esposta a stress cronico e rischio di burnout.

La ricerca è stata progettata come studio randomizzato, monocentrico, in aperto e con disegno crossover, una metodologia che consente a ciascun partecipante di fungere da proprio controllo, aumentando l’affidabilità dei risultati nonostante un campione relativamente contenuto.

Lo studio ha coinvolto 51 professionisti sanitari, di cui 49 inclusi nell’analisi finale. I partecipanti lavoravano in reparti ad alta intensità emotiva e operativa, come quelli di terapia intensiva, pronto soccorso, anestesia e sala operatoria.

Per tutti i partecipanti (età media circa 39 anni) si sono riscontrati livelli iniziali di benessere piuttosto bassi, coerenti con un’elevata esposizione allo stress lavorativo. La durata complessiva dello studio per ciascun partecipante è stata di quattro mesi, suddivisi in due periodi di due mesi: uno con intervento e uno di controllo senza trattamento, secondo un ordine stabilito casualmente.

Miscela essenziale con note rilassanti e antistress

L’intervento consisteva nell’inalazione di una miscela di oli essenziali somministrata tramite stick personali. La formulazione utilizzata includeva oli essenziali di arancio dolce, lavanda, maggiorana e ylang-ylang, selezionati per le loro note proprietà rilassanti e ansiolitiche. Il protocollo prevedeva un dosaggio preciso: almeno quattro utilizzi al giorno, due durante l’orario di lavoro e due al di fuori, con ogni sessione composta da dieci respiri profondi. Le miscele erano leggermente diverse tra uso lavorativo e domestico, variando il numero di gocce di ciascun olio per ottimizzare l’effetto.

I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo del benessere psicologico durante il periodo di aromaterapia. L’indice WHO-5, che misura il benessere soggettivo su una scala da 0 a 100, è passato da un valore medio di circa 60,4 nel periodo di controllo a 65,9 durante l’intervento, con una differenza statisticamente significativa.

Parallelamente, si è osservata una riduzione dell’ansia generale, valutata con la scala STAI, che è scesa da 42,8 a 39,5 punti. Anche lo stress percepito, misurato con la scala PSS-10, ha mostrato un calo, seppur più contenuto, passando da 16,7 a 15,0.

Questi effetti, pur moderati, sono clinicamente rilevanti considerando il contesto ad alto stress della popolazione studiata. L’aderenza al trattamento è risultata buona, con un uso medio in linea con le indicazioni. Gli effetti collaterali sono stati minimi: un solo caso di cefalea ha portato alla sospensione dell’intervento, mentre un altro partecipante ha riportato una lieve irritazione.

Nel complesso, lo studio suggerisce che l’aromaterapia per inalazione, utilizzata con un dosaggio standardizzato e regolare, può rappresentare un’opzione complementare efficace, economica e facilmente applicabile per migliorare benessere, ansia e stress negli operatori sanitari. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di studi più ampi per confermare questi risultati e valutarne la sostenibilità nel lungo periodo.

Anne-Florence D, Samuel D, Cindy P, Marie D, Clément P. The Efficacy of Aromatherapy on Well-Being and Stress. Nurs Crit Care. 2026 Jan;31(1):e70270. doi: 10.1111/nicc.70270.

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