L’insonnia occasionale è un disturbo abbastanza comune, che compromettere concentrazione, umore e produttività. Per questo la ricerca si sta muovendo verso soluzioni che siano efficaci ma allo stesso tempo sicure, capaci di migliorare il sonno senza lasciare strascichi il giorno dopo.

Un nuovo studio clinico condotto dall’Università di Basilea ha valutato l’efficacia di un estratto standardizzato combinato di valeriana e luppolo nel trattamento dell’insonnia occasionale.

Lo studio, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 40 adulti sani con disturbi del sonno definiti “occasionali”, cioè presenti mediamente una o due notti a settimana. Il protocollo è durato complessivamente 42 giorni, con una prima fase di osservazione di 21 giorni seguita da 21 giorni di trattamento.

L’estratto standardizzato è stato somministrato in forma di compresse, ognuna delle quali contenente 500 milligrammi di estratto secco di radice di Valeriana officinalis e 120 milligrammi di estratto secco di strobili di Humulus lupulus. I partecipanti hanno assunto una compressa circa un’ora prima di andare a dormire per tutta la durata della fase di trattamento. Per misurare il sonno nel contesto domestico sono stati utilizzati dispositivi indossabili elettronici, mentre le prestazioni cognitive sono state valutate quotidianamente con test online.

Un sonno profondo, rigenerante e duraturo

I risultati mostrano un effetto chiaro sulla durata del sonno. Durante il periodo di trattamento, chi ha assunto l’estratto ha dormito in media 21,7 minuti in più per notte rispetto al gruppo placebo. Ancora più interessante è il dato relativo alla notte più breve del periodo osservato: in quel caso l’aumento è stato di 48,7 minuti. Si tratta di quasi un’ora di sonno in più nelle notti peggiori, un risultato che per chi soffre di risvegli precoci o difficoltà ad addormentarsi può fare una differenza concreta.

Oltre alla quantità, è migliorata anche la qualità complessiva del sonno secondo i punteggi registrati dai dispositivi. L’aspetto più rilevante riguarda la sicurezza. A differenza delle benzodiazepine, spesso prescritte come ipnotici, l’estratto di valeriana e luppolo non ha mostrato effetti negativi sulle prestazioni cognitive diurne.

I tempi di reazione, la memoria di lavoro e l’attenzione sono rimasti stabili. Non sono emerse nemmeno alterazioni dell’umore, dei livelli di stress o della motivazione. Infatti, molti farmaci utilizzati per dormire possono lasciare una sorta di “coda” il giorno dopo, con sedazione residua o riduzione della prontezza psicomotoria. Con questo trattamento, invece, non si è osservata alcuna compromissione della vigilanza, un elemento importante per attività come guidare o lavorare con macchinari.

Dal punto di vista della tollerabilità, durante lo studio sono stati registrati eventi avversi lievi o moderati, distribuiti in modo simile tra gruppo attivo e placebo, e non si sono verificati eventi gravi. Non sono stati segnalati segnali di dipendenza nel periodo osservato, anche se il trattamento è durato 21 giorni e non consente conclusioni sul lunghissimo termine.

In conclusione, i dati suggeriscono che l’associazione di valeriana e luppolo può aumentare in modo significativo la durata del sonno nelle forme occasionali di insonnia, senza compromettere lucidità e funzioni mentali il giorno successivo.

Schicktanz N, Gerhards C, Schlitt T, Aerni A, Müggler E, de Quervain D, Papassotiropoulos A, Boonen G, Drewe J, Butterweck V. Effects of a Valerian-Hops Extract Combination (Ze 91019) on Sleep Duration and Daytime Cognitive and Psychological Parameters in Occasional Insomnia: A Randomized Controlled Feasibility Trial. Brain Behav. 2025 Jun;15(6):e70600. doi: 10.1002/brb3.70600.

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