La pianta del caffè, Coffea arabica, sta emergendo come un ingrediente attivo di primario interesse nel settore dermocosmetico grazie al suo complesso profilo fitochimico. Questa pianta non limita la sua utilità ai soli semi, ma offre preziose molecole bioattive anche attraverso le foglie e vari sottoprodotti della lavorazione, come la pellicola argentea, il sottile tegumento che ricopre e protegge lo strato esterno del seme di caffè verde, e i fondi di caffè.
I principali composti responsabili delle proprietà dermatologiche includono la caffeina, gli acidi clorogenici, i flavonoidi e i diterpeni.
Le foglie di Coffea arabica si distinguono per una concentrazione di composti fenolici superiore a quella dei semi, con livelli di acidi clorogenici che raggiungono i 73,5 mg/g nelle foglie giovani, rendendole una fonte d’elezione per formulazioni antiossidanti. In ambito anticellulite, la caffeina è il componente più studiato per la sua capacità di stimolare la lipolisi attraverso l’antagonismo dei recettori dell’adenosina e l’inibizione delle fosfodiesterasi.
Gli studi indicano che l’applicazione topica di caffeina in concentrazioni comprese tra l’1% e il 5% migliora significativamente la microcircolazione e riduce l’aspetto della pelle a “buccia d’arancia”, con risultati clinici evidenti utilizzando creme al 3%.
Attività in sinergia su pelle e capelli
Le proprietà anti-invecchiamento sono supportate dall’azione sinergica di acidi clorogenici e flavonoidi, che agiscono mitigando lo stress ossidativo e inibendo enzimi come l’elastasi e la collagenasi. Formulazioni contenenti dall’1% al 3% di acidi clorogenici hanno dimostrato di poter inibire la perossidazione lipidica e proteggere le cellule cutanee dai danni indotti dai raggi UV. Parallelamente, l’uso di caffeina tra l’1% e il 5% favorisce la sintesi del collagene e riduce la comparsa di rughe sottili, agendo anche come filtro UV fisico.
Per quanto riguarda l’idratazione e la funzione barriera, l’olio di semi di caffè, specialmente se estratto a freddo dai semi verdi, è ricco di acidi grassi essenziali come l’acido oleico e linoleico. L’applicazione di questo olio in concentrazioni dal 5% al 10% agisce come un efficace emolliente, riducendo la perdita d’acqua transepidermica e inducendo l’espressione delle acquaporine-3 nella pelle.
L’attività antimicrobica è un altro pilastro dell’impiego di Coffea arabica; estratti acquosi di foglie allo 0,5% si sono rivelati capaci di ridurre la vitalità di patogeni come Staphylococcus aureus ed Escherichia coli.
Infine, il settore della cura dei capelli beneficia dell’azione della caffeina e degli acidi clorogenici nel contrastare l’alopecia androgenetica. La caffeina, utilizzata in lozioni o shampoo tra l’1% e il 5%, stimola la proliferazione dei cheratinociti del follicolo pilifero e ne prolunga la fase anagen, contrastando gli effetti inibitori del diidrotestosterone e stimolando la crescita dei capelli e contrastandone la caduta.
In conclusione, gli autori sottolineano che la standardizzazione dei metodi di estrazione e ulteriori test clinici saranno fondamentali per ottimizzare la stabilità e la biodisponibilità di questi estratti naturali nelle future preparazioni cosmetiche.
Ruse G, Jîjie AR, Moacă EA, Pătrașcu D, Ardelean F, Jojic AA, Ardelean S, Tchiakpe-Antal DS. Coffea arabica: An Emerging Active Ingredient in Dermato-Cosmetic Applications. Pharmaceuticals (Basel). 2025 Jan 27;18(2):171. doi: 10.3390/ph18020171.


