Il lime (Citrus aurantifolia), è un agrume ampiamente consumato nel sud-est asiatico; contiene alte concentrazioni di citrato e sostanze fitochimiche bioattive con potenziali proprietà antinfiammatorie. Precedenti studi su piccola scala suggeriscono che l’integrazione con lime può aumentare l’escrezione urinaria di citrato e l’alcalinità urinaria, ma le prove della sua efficacia clinica a lungo termine nella prevenzione della recidiva di calcoli, una condizione che continua a rappresentare una sfida clinica rilevante, rimangono limitate.

Un recente studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto in sei ospedali della Thailandia, si è concentrato sull’attività biologica del lime in pazienti con una storia documentata di calcoli di ossalato di calcio, la forma più comune di urolitiasi, nota per l’elevata tendenza alla recidiva anche dopo trattamento chirurgico.

Lo studio ha arruolato 173 partecipanti sottoposti a rimozione completa dei calcoli; 151 di questi hanno completato l’intero protocollo di follow-up. I pazienti sono stati seguiti per una durata complessiva di 24 mesi, un periodo sufficientemente lungo da valutare in modo robusto la comparsa di nuove formazioni litiasiche.

Efficacia del citrato e protezione dai flavonoidi

L’intervento, che aveva l’obiettivo di migliorare il citrato urinario e mitigare l’infiammazione, prevedeva la somministrazione quotidiana di un regime standardizzato a base di lime, denominato LPR (Lime-based Phytochemical-rich Regimen) oppure di un placebo indistinguibile.

Il prodotto testato era costituito da una combinazione di polvere di lime liofilizzata ottenuta sia dal succo sia dalla scorza del frutto. Il dosaggio previsto era di 7,75 grammi al giorno, assunti sciolti in 200-300 ml di acqua, una volta al giorno la sera. Ogni dose forniva circa 55 mEq di citrato, una quantità paragonabile a quella utilizzata nelle terapie alcalinizzanti standard, ma con un apporto di potassio inferiore. Inoltre, il preparato apportava 153 mg di flavonoidi totali, in particolare esperidina, diosmina ed eriocitrina.

I risultati emersi al termine dei 24 mesi di integrazione sono stati netti. La recidiva dei calcoli, valutata mediante tomografia computerizzata, è stata osservata solo nel 15,1% dei pazienti trattati con LPR, contro il 50,8% del gruppo placebo. L’analisi statistica ha evidenziato una riduzione del rischio relativo di circa il 76%, un dato di rilievo nel contesto della prevenzione secondaria dell’urolitiasi.

Oltre all’effetto clinico sulla formazione dei calcoli, lo studio ha documentato miglioramenti significativi su alcuni biomarcatori urinari. Nei pazienti che assumevano LPR si è osservata una riduzione dei livelli di interleuchina-8, una citochina pro-infiammatoria associata al danno renale indotto dai cristalli, e una diminuzione dell’escrezione proteica nelle 24 ore. Questi risultati suggeriscono un’azione protettiva a livello tubulare e glomerulare, probabilmente legata alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dei flavonoidi del lime.

Dal punto di vista della sicurezza, l’integratore è risultato ben tollerato. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi né segni di tossicità epatica o renale, un aspetto cruciale considerando l’uso cronico richiesto dalla prevenzione delle recidive. Nel complesso, i dati indicano che LPR potrebbe rappresentare un’alternativa efficace, sicura e potenzialmente più accessibile rispetto alle terapie farmacologiche convenzionali, integrando l’effetto alcalinizzante del citrato con una protezione renale multifattoriale.

Dissayabutra T, Anegkamol W, Ratchanon S, Ungjaroenwathana W, Klinhom T, Sasivongsbhakdi T, Siriwattana P, Burami A, Wayakkanont U, Prapunwattana P, Tosukhowong P. Lime-based supplement reduces calcium oxalate stone recurrence: A multicenter randomized controlled trial. PLoS One. 2025 Dec 5;20(12):e0336892. doi: 10.1371/journal.pone.0336892.

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