La melissa (Melissa officinalis L. Lamiaceae) è pianta erbacea perenne alta fino a 1 metro con portamento cespuglioso e rami eretti ramificati alla base. Le foglie sono picciolate, opposte, di forma ovale a margine crenato ed emanano il tipico profumo agrumato; i piccoli fiori di colore bianco rosati, fioriscono nel periodo da giugno a settembre. I frutti, costituiti da acheni lunghi, ovali, bruni, glabri, maturano in settembre-ottobre. La melissa cresce in tutta la zona del Mediterraneo, dalla pianura alla montagna fino a 1000 metri.

Nota anche come erba cedronella, limoncella, citronella, erba limona o erba limoncina, se ne utilizzano le foglie e le sommità fiorite. Il suo nome deriva dalla parola greca “mèlitta”, ossia ape, e infatti è una delle migliori piante mellifere.

Il filosofo e botanico greco Teofrasto di Ereso (372-287 AC) nella sua Historia Plantarum ha trasmesso una delle prime descrizioni botaniche di questa pianta, che nell’antica Grecia veniva considerata utile per rafforzare il cuore e il cervello e alleviare il dolore fisico e morale.

Ben nota è l’acqua di Melissa dei Carmelitani Scalzi, un alcolato preparato con fiori e foglie di melissa, buccia di limone, cannella, chiodi di garofano e altre spezie, impiegata tradizionalmente per i problemi di origine nervosa.

I suoi principali componenti sono olio essenziale (composto da citrale, citronellale, linalolo, geraniolo), flavonoidi, mucillagini, acidi polifenolici e tannini.

Le principali applicazioni della melissa sono come calmante ansiolitico, nelle emicranie, come carminativo contro formazione di gonfiori e fermentazioni, per favorire la digestione e contrastare la nausea. All’OE sono state attribuite proprietà antivirali, in particolare nei confronti dell’herpes labiale.

I preparati a base di melissa hanno dimostrato attività antimicrobica, antiossidante, antivirale, batteriostatica, neuroprotettiva, analgesica e sedativa.

Recenti ricerche hanno mostrato l’attività della melissa come pianta in grado di correggere il profilo lipidico e glicemico; un recentissimo studio ha evidenziato l’attività della pianta sui disturbi del sonno di donne in menopausa migliorandone la qualità di vita. La melissa è sconsigliata in gravidanza e allattamento e in caso di ipotiroidismo.

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