Achillea, una piccola pianta dai numerosi utilizzi

 

Achillea millefoglie, (Achillea millefolium L.) è una pianta della famiglia delle Asteraceae, di tipo erbaceo, perenne e aromatica con rizoma ramificato e strisciante e fusto diritto alla cui sommità dei corimbi portano diversi capolini di fiori profumati bianchi o rosati. L’aspetto è densamente cespitoso dato soprattutto dalle foglie tipiche (molto frastagliate in profondità) di questa specie.

Specie comune soprattutto nell’Italia settentrionale. Fiorisce in zone campestri incolte e lungo i margini dei sentieri fino a 2200 metri s.l.m. Nelle Alpi-Appennini preferisce i pascoli montani o le rupi umide. Non soffre la siccità o il freddo, ma evita ambienti troppo umidi. A volte è infestante. È spontanea in tutto l’emisfero boreale.

L’achillea è una pianta essenziera e produce, per distillazione in corrente di vapore, un olio essenziale dal colore blu molto profondo, anche se l’olio essenziale di origine ungherese ha colori che variano dal bianco acquoso al verde pallido. L’olio essenziale di achillea ha un profilo olfattivo che varia a seconda delle provenienze: pungente, di eucalipto, medicinale per l’achillea inglese, di vegetale abbastanza piacevole, di erba tagliata, con note dolci di frutti di bosco per quello ungherese normale e canforato erbaceo con note di tujone per quello ungherese verde.

Le proprietà di questo olio essenziale, pur nella scarsità di lavori scientifici relativi sono:

  • antiparassitaria nei confronti di Leishmania amazonensis e di Trypanosoma cruzi a concentrazioni molto più basse delle dosi tossiche;
  • insetticida nei confronti di determinate specie di zanzare;
  • antinfiammatorie a largo spettro ottenute su modelli animali;
  • depressive sull’attività del sistema nervoso centrale: l’olio essenziale di achillea sarebbe in grado di diminuire le convulsioni indotte e di allungare il tempo di sonno indotto.

L’infuso di achillea viene impiegato tradizionalmente come tonico, stomachico e antispasmodico. La sua azione principale si esplica particolarmente a carico della mucosa gastrica infiammata, dove determina una regressione delle alterazioni morfologiche e una normalizzazione della secrezione di acido cloridrico con la conseguente scomparsa o attenuazione dei disturbi relativi alla gastrite. Inoltre questa pianta agisce anche come amaro-tonico nelle nausee e nelle disappetenze essendo in grado di attivare le funzioni secreto-motrici dell’alto apparato digerente.

L’azione vulneraria ed emostatica dell’achillea è conosciuta fin dall’antichità. Infatti trova impiego nella terapia naturale delle emorroidi, delle ragadi anali e di quelle mammarie, sulle quali agisce sia come astringente sia direttamente sui vasi sanguigni con un’azione tonica e sedativa del dolore.

Un altro impiego tradizionale dell’achillea è quello emmenagogo, utile nei cicli mestruali scarsi o dolorosi sia per cause passeggere (colpo di freddo, emozioni violente ecc.), sia di origine più profonda (clorosi e debolezza generale). In questi casi, scrive l’etnobotanico francese Pierre Lieutaghi: “l’infuso concentrato di achillea è di riconosciuta efficacia e il flusso mestruale può verificarsi talvolta dopo una sola mezz’ora dall’assunzione”.

Infine a puro titolo di curiosità, si ricorda che il nome achillea deriva  dall’eroe omerico Achille che, nell’Iliade, utilizzò un medicamento a base di questa pianta per curare le ferite di Telefio, re dei Misi.

Fonte:

Valussi M. Il grande Manuale dell’Aromaterapia ed. Tecniche Nuove pagg. 816

Campanini E. Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali ed. Tecniche Nuove pagg. 952

 

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