Lo zafferano (Crocus sativus L.) viene utilizzato nella medicina tradizionale per il trattamento di diverse problematiche di salute.

Questa recente revisione critica della letteratura scientifica presenta una sintesi degli studi sia preclinici che clinici che hanno esaminato gli effetti e i meccanismi protettivi dello zafferano e dei suoi componenti principali (crocina, crocetina, safranale) sui fattori di rischio e sulle malattie cardiovascolari.

Molti studi in vitro e su animali hanno mostrato l’attività antiossidante, ipolipemizzante, antidiabetica e antinfiammatoria dello zafferano e dei suoi componenti; in particolare sono state rilevate evidenze di regressione e stabilizzazione diretta dell’aterosclerosi in modelli animali.

Più deboli risultano invece le prove cliniche circa gli effetti dello zafferano e dei suoi costituenti sui fattori di rischio cardiovascolare: tra questi si segnalano una modesta riduzione della glicemia a digiuno, senza significativa riduzione dell’emoglobina glicata in persone con diabete di tipo 2; moderati effetti ipolipemizzanti e un trascurabile effetto ipotensivo. Sono state osservate poche prove di efficacia riguardanti i parametri della sindrome metabolica.

A fronte della eterogeneità degli studi disponibili, della scarsa numerosità campionaria e breve durata di alcuni di essi, questa revisione auspica che siano disegnati e realizzati ampi studi clinici di qualità focalizzati su condizioni specifiche e con un disegno sperimentale rigoroso.

 

Fonte: Kadoglou NPE, Christodoulou E, Kostomitsopoulos N, Valsami G. The cardiovascular-protective properties of saffron and its potential pharmaceutical applications: A critical appraisal of the literature. Phytother Res. 2021 Aug 26. doi: 10.1002/ptr.7260.

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